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Visualizzazione dei post da Giugno, 2011

Quando l’energia è solidale: l’esperimento dei Gas milanesi

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Dal mondo lombardo dei gruppi di acquisto è nato il progetto di uno dei primi impianti di fotovoltaico finanziati dal basso, attraverso una cooperativa piemontese. I pannelli saranno costruiti sul tetto di una cascina storica del Parco Agricolo Sud26 giugno, 2011
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Gruppi di acquisto: l'appuntamento dell'anno è all'AquilaMercato bio, agli italiani piace la vendita diretta

di Isabella Fantigrossi

Che succede se il mondo dell’acquisto solidale incontra quello delle energie rinnovabili? Nasce il progetto del Gruppo Energia che ha, tra gli obiettivi principali, quello di realizzare entro settembre 2011 sul tetto della cascina Santa Brera di San Giuliano Milanese (Milano), all'interno del Parco Agricolo Sud, la prima minicentrale a fotovoltaico in Lombardia finanziata dal basso. Questo l'originale progetto immaginato dal Gruppo Energia, il gruppo nato dal mondo dei Gas lombardi: singoli privati - iscritti ai Gas ma non necessariamente tali - investono una pic…

Che cosa c’è nel piatto: il vetro, il topo, l’insetto. Verità e leggende sul cibo metropolitano. Scaricate il dossier

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Che cosa c'è nel piatto: è un dossier che spiega come funziona il sistema di allerta e di sicurezza  alimentare in Italia e in Europa. L'epidemia da Escherichia coli 0 104 che ha colpito un mese fa la Germania, come pure la vicenda della mozzarella  blu sono solo alcuni dei casi che il sistema di allerta ha dovuto affrontare. Che cosa c'è nel piatto racconta le bufale divulgate in rete e sui giornali (latte pastorizzato 5 volte, hamburger che non ammuffiscono mai,  la favola dell’invasione del pomodoro cinesi, il pesce Pangasio inquinato), focalizza  l'attenzione  sulle false notizie pubblicate dai media (cancellata la legge sui cibi adulterati, etichetta di origine obbligatoria….) e sulle furberie inventate da alcuni produttori per fare business. Un capitolo è dedicato  agli spot e ai messaggi pubblicitari ingannevoli firmati da grandi aziende come: Lazzaroni, Coca-Cola, Kilocal, Danacol … censurati dall’Antitrust e dal Giurì. Si tratta di sentenze che i giornali di sol…

Save & Grow: produrre di più con minori risorse. Si può?

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21/06/2011 - SlowebIn un mondo che vede la popolazione in continua crescita, la Fao ha recentemente annunciato una nuova iniziativa che permetterebbe di produrre maggiori quantità di cibo rispettando l’ambiente.

L'appello della Fao per un'intensificazione sostenibile della produzione, a oltre mezzo secolo dalla Rivoluzione verde degli anni '60, è contenuto nella pubblicazione Save and grow curata dalla Divisione Fao Produzione vegetale e protezione delle piante. Il nuovo approccio, rivolto ai contadini dei Paesi in via di sviluppo, dovrebbe aiutarli a economizzare sui costi di produzione e massimizzare le rese.

Si stima che la Rivoluzione verde abbia salvato dalla carestia un miliardo di persone, riuscendo tra il 1960 e il 2000 a produrre cibo sufficiente per una popolazione mondiale che è passata da 3 a 6 miliardi di persone. Tuttavia, l'attuale paradigma di produzione intensiva non riesce più a stare al passo con le sfide poste dal nuovo millennio.


L'approccio &…

Albicocche ad abundantiam

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10/06/2011 - SlowebL’evoluzione del caso legato alla diffusione del batterio E-coli non deve aver ancora del tutto tranquillizzato i consumatori, perché le verdure europee continuano ad avere prezzi molto bassi, in maniera generalizzata. Le insalate, soprattutto, hanno toccato minimi molto convenienti. Ogni nazione vende solo prodotti propri (evidenziandolo bene in etichetta) e gli unici vegetali che hanno tenuto i prezzi sono le patate - esattamente come avvenne ai tempi di Chernobyl - e la frutta, che pare aver patito meno la psicosi collettiva.
Restando in tema di frutta è un momento buono per le albicocche. Costano meno dell’anno passato perché c’è abbondanza: si va dai 2 euro al chilo per quelle più comuni fino a 4 euro per le eccellenze. La qualità media ora non è altissima, ma è più che accettabile. Se le trovate con qualche piccola crepa sulla buccia non evitatele: le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno creato questo inconveniente che però è soltanto di natura estetica e…

In Italia si arresta la sindrome dello spopolamento degli alveari; forse merito dello stop ad alcuni insetticidi. Intervista al prof. Tapparo

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Ci risiamo: come già avvenuto negli ultimi quattro anni, le stime effettuate sul 15% degli apicoltori americani parlano di una morìa di colonie di api attorno al 30% nella stagione invernale appena trascorsa. Un dato che preoccupa e tiene alto il dibattito sulla sindrome dello spopolamento degli alveari (in inglese Colony Collapse Disorder, CCD) ma che, al tempo stesso, suona come una conferma per chi attribuisce gran parte delle responsabilità all'utilizzo degli insetticidi neonicotinoidi nella concia dei semi del mais (dove la pratica è stata sospesa - come in Italia - il fenomeno non ha  più assunto le dimensioni delle gravi crisi degli anni scorsi). Lo studio statunitense è stato condotto dallo US Department of Agriculture insieme con gli Apiary Inspectors of America. Sono stati intervistati oltre 5.500 apicoltori che curano circa il 15% del totale degli alveari del paese, presso i quali si contano circa 2,68 milioni di colonie. Il 31% degli interrogati ha risposto di aver pers…

Etichetta di origine: in Inghilterra non ci sono misteri......e in Italia??

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Etichetta di origine: in Inghilterra non ci sono misteri, insaccati, cibi pronti, formaggi e latticini indicano sempre la provenienza Nel Regno Unito la maggior parte dei prodotti a base di carne e latticini forniscono informazioni sulla provenienza degli ingredienti o il luogo di produzione, ma si può migliorare: è il risultato in una nuova indagine riportato dal magazine on line Farmers Guardian.
La ricerca, commissionata dal Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs, cioè l’equivalente del nostro ministero dell’Agricoltura), è stato effettuata nel mese di aprile 2011, su oltre 500 alimenti a base di carne e prodotti lattiero-caseari acquistati on-line e nei punti vendita da grandi supermercati, negozi e discount.
È la prima valutazione della presenza del paese d'origine in etichetta da quando l'industria alimentare ha adottato, lo scorso novembre, delle norme volontarie per fornire ai consumatori informazioni più chiare.
Dei 335 campioni di alimenti a base…